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D.M. 24/05/2002

a) il comportamento da tenere in caso di emergenza

b) la posizione dei dispositivi di sicurezza

c) le manovre da eseguire per mettere in sicurezza l'impianto come, ad esempio, l'azionamento dei pulsanti di emergenza e il funzionamento dei presidi antincendio

d) nella zona di rifornimento, devono essere posti dei cartelli indicanti che il veicolo può essere messo in moto soltanto dopo che la pistola di erogazione è stata disinserita da parte dell'addetto al rifornimento.

4.6. Chiamata di soccorso. I servizi di soccorso (Vigili del fuoco, servizio di assistenza tecnica, ecc.) devono poter essere avvertiti in caso di urgenza tramite rete telefonica fissa. La procedura di chiamata deve essere chiaramente indicata a fianco di ciascun apparecchio telefonico dal quale questa sia possibile. Titolo V Impianti esistenti Gli impianti esistenti devono essere adeguati alle disposizioni riportate ai seguenti punti.

5.1. Apparecchi di distribuzione automatici. Gli apparecchi di distribuzione devono essere di tipo approvato dal Ministero dell'interno. Al fine di impedire l'erogazione a pressione superiore a 220 bar, su ciascun punto di erogazione degli apparecchi di distribuzione deve essere inserito: un sistema di controllo automatico della pressione che interagisca con la testata contometrica, oppure un sistema di equivalente efficacia e non manomissibilità.

5.2. Sistema di emergenza. Gli impianti di distribuzione stradale di gas naturale devono essere dotati di un sistema di emergenza avente le caratteristiche indicate al punto 2.8.

5.3. Norme di esercizio. Devono essere osservate le norme di esercizio di cui al Titolo IV. Titolo VI Impianti ad uso privato per il rifornimento di flotte

6.1. Premessa. Gli impianti regolamentati al presente Titolo sono destinati unicamente al rifornimento dei veicoli aziendali. Per quanto non menzionato al presente Titolo, si applicano le disposizioni indicate ai Titoli I, II, III e IV della presente regola tecnica.

6.2. Caratteristiche costruttive. Gli elementi costituenti gli impianti di distribuzione di gas naturale ad uso privato per il rifornimento di flotte devono essere realizzati esclusivamente con caratteristiche di sicurezza di primo grado, stabilite al punto

1.3, e con aperture completamente schermate.

6.3. Recinzione. Se l'impianto è ubicato all'interno di una struttura aziendale la cui recinzione è realizzata con le caratteristiche indicate al terzo capoverso del punto 2.2 del presente allegato, non si rende necessaria un'ulteriore recinzione dei locali contenenti gli elementi pericolosi di cui al punto

1.2.3, qualora siano soddisfatti entrambi i seguenti requisiti

a) l'area sia accessibile unicamente al personale incaricato del rifornimento

b) le aperture dei locali sopraindicati siano protette da infissi metallici antintrusione.

6.4. Distanze di sicurezza.

6.4.1. Distanze di protezione. Devono essere rispettate le distanze di protezione indicate al punto 3.1.

6.4.2. Distanze di sicurezza interne Tra gli elementi costituenti l'impianto di distribuzione e tra questi e gli altri elementi costituenti la struttura dell'azienda entro la quale è ubicato l'impianto, devono essere rispettate le distanze di sicurezza interne indicate al punto 3.1, ad eccezione della distanza tra gli apparecchi di distribuzione che può essere ridotta fino a 4 m.

6.4.3. Distanze di sicurezza esterne. Devono essere rispettate le distanze di sicurezza esterne indicate al punto 3.1. Le distanze di sicurezza esterne devono essere rispettate anche nei confronti di elementi che costituiscono la struttura aziendale nei quali si svol-

6.5. Prescrizioni di sicurezza. Gli apparecchi di distribuzione devono essere dotati di giunto antistrappo sulla manichetta di carico. Le linee di carico ad alta pressione devono essere frazionate in tronchi che alimentino contemporaneamente non più di 20 veicoli. Appendice A Prove sulle tubazioni flessibili degli apparecchi di distribuzione automatici

-Esame a vista della superficie interna. Su uno spezzone lungo 200 mm si pratica un taglio longitudinale in modo da dividere la tubazione in due parti. Dall'ispezione della superficie interna non devono riscontrarsi fenditure o irregolarità.

-Prova di resistenza a trazione. Si pone in una stufa a regolazione termostatica uno spezzone di 500 mm di tubo completo di raccordi terminali e lo si mantiene per 24 h a 80oC. La prova di resistenza a trazione si effettua 30 minuti dopo l'estrazione dalla stufa con un dinamometro munito di idonei fissaggi per i raccordi terminali del tubo; la velocità di trazione deve essere di 100 cm/min. Il tubo non deve strapparsi in nessun punto nè deve sfilarsi dai raccordi terminali prima che il carico abbia raggiunto il valore corrispondente a 10 volte la pressione massima di esercizio.

-Prova di resistenza allo schiacciamento. Si effettua su uno spezzone di tubo della lunghezza di 300 mm posto tra due supporti lisci paralleli che vengono avvicinati tra loro con moto piano fino a che la distanza tra di essi si sia ridotta di 2/3 del diametro esterno del tubo. Il carico necessario per deformare lo spezzone, misurato mediante dinamometro, non deve essere inferiore a quello corrispondente 7,5 volte la pressione massima di esercizio.

-Prova di curvatura. Si effettua su uno spezzone lungo 14 volte il diametro esterno, posto nel dispositivo di prova precedente; con moto parallelo i supporti vengono avvicinati fino a che la loro distanza sia pari a sette volte il diametro esterno del tubo. Sullo spezzone, così curvato, si misura, nella zona di ovalizzazione, il valore del diametro minimo esterno. L'ovalizzazione percentuale n subita dallo spezzone di tubo è data da: n 100 (de --d1e)/de, dove: de = diametro esterno prima della prova; d1e diametro minimo esterno ovalizzato. Il valore di n deve essere inferiore al 20% Determinazione della pressione di sfilamento del tubo dall'apparecchio di distribuzione e dal mandrino. Si procede con uno spezzone di tubo preparato come per la prova di resistenza a trazione. Si provvede a chiudere, mediante un idoneo tappo, uno dei due raccordi terminali del tubo, mentre l'altro viene collegato ad una sorgente di aria pressione regolabile; il tubo deve essere lasciato in modo da potersi spostare liberamente. L'operatore deve essere opportunamente protetto dalla possibile violenta espulsione dei raccordi. Si procede quindi ad un graduale aumento della pressione con un incremento di 2 bar/min. del tubo in prova; la pressione che provoca lo sfilamento del tubo dai raccordi non deve essere inferiore a 2,5 volte la pressione massima di esercizio.

-Prova alla pressione idraulica. Si prepara una provetta lunga 800 mm come nella prova di resistenza a trazione. Si provvede a chiudere, mediante un idoneo tappo uno dei due raccordi terminali del tubo. Mediante idonea apparecchiatura si riempie di acqua il campione dopo averne espulso l'aria. In un tempo non superiore a 5 minuti viene fatto salire il valore della pressione fino a 4 volte la pressione di esercizio. Al termine dei 5 minuti non devono manifestarsi perdite nè deformazioni rilevabili a vista.

-Prova di scoppio. Nelle condizioni di cui al punto precedente si fa crescere la pressione del fluido contenuto nel tubo con un incremento di 25 bar/min fino a provocare lo scoppio del tubo. Il valore di tale pressione, misurato con un manometro provvisto di indice folle, deve essere non minore di cinque volte la pressione di esercizio.

-Prova di resistenza all'invecchiamento.

-Ripetute le prove di

a) resistenza a trazione; e b) curvatura, i valori devono mantenersi entro i limiti prescritti.

-Prova di permeabilità al gas naturale. Su un provino lungo 1000 mm, dotato dei raccordi terminali, uno dei quali collegato ad un manometro, si immette gas naturale ad una pressione di 1,5 volte la pressione di esercizio, previa espulsione dell'aria, a temperatura ambiente. La permeabilità è valutata misurando la perdita di pressione che si verifica in 24 h: essa deve essere minore dell'1% della pressione di prova.

-Prova di piegamento. Dopo la prova di resistenza all'invecchiamento, si procede alla piegatura della provette mantenendo le generatrici parallele e combacianti fra di loro per 60 minuti. Ripetuta la prova di permeabilità al gas naturale, i valori devono rimanere entro i limiti della norma.

 

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